Commento al mercato del 4 ottobre 2015: Volkswagen, petrolio, dollaro, S&P500 e oro

Ho pensato di sintetizzare la situazione delle borse e azioni. C’è una situazione deflazionistica mondiale che spinge molti debitori verso il default, e per evitare questo è da 4 anni che le banche centrali stampano moneta pesantemente per creare inflazione in modo da rendere il rimborso di questi debiti più agevole. Negli ultimi due anni in particolare il mercato oscilla da momenti di fiducia nelle banche centrali a momenti di sfiducia. Ogni volta che il mercato stava per scendere a causa della deflazione imminente, è sempre arrivata la FED a salvare la situazione. Da un pò di tempo invece la FED non sta agendo, fa solo annunci che alzerà i tassi se i dati permettono, dunque non sappiamo quando. 

Infatti da fine agosto sta diventando evidente che le banche centrali non ci stanno riuscendo a creare né inflazione né ripresa (spetterebbe ai governi creare politiche di ripresa). L’inflazione scende da diverse settimane, nonostante il QE della BCE. Sta diventando chiaro che il QE funziona solo se fatta dalla banche centrale USA, e non dagli altri. Qui cercherò di spiegare il  perché, la conclusione è che servirebbe una svalutazione del dollaro per creare una ripartenza di inflazione attesa e dei mercati. 

CINA e DEFLAZIONE 

Da anni la Cina ha intenzione di far diventare lo yuan una moneta di riserva liberamente scambiabile come l’Euro, ed il fondo monetario internazionale (FMI) avrebbe dovuto ad ottobre sulla questione; invece, a metà agosto il fondo monetario ha annunciato che avrebbe rinviato la decisione sullo Yuan al 2016. Così, dopo questo annuncio, la Cina deciso di svalutare lo yuan del 5% rispetto al dollaro. 

Da questo evento, oggi molto denaro sta uscendo dalla Cina e dai paesi asiatici: le imprese locali, per timore di nuove svalutazioni,  vendono i loro investimenti in valuta locale, e comprano dollari per rimborsare prestiti in dollari appena possibile. Questo comportamento fa svalutare ancora di più le loro valute e fa salire il dollaro più velocemente. Infatti la Cina,  dopo la svalutazione, è spesso intervenuta per  frenare le uscite di denaro, perchè frena gli investimenti e frena  l’economia cinese ed asiatica. Ecco perchè dieci giorni fa il fondo monetario a invitato la FED a non alzare i tassi. Secondo qualcuno,   l’unica soluzione sembra quella di “helicopter money” : abbassare le tasse, oppure regalare soldi tramite accrediti sui conti correnti,  finanziando questa manovra con stampa di moneta in modo da poter indebolire molto il dollaro americano. Le materie prime e petrolio salirebbero, e i debiti mondiali si svaluterebbero.  Non sono un economista, mi interessa capire dove vanno le banche centrali, e questa è una delle tante idee. 

Nel GRAFICO 1 sotto , riporto la salita del dollaro rispetto al paniere di monete dei paesi con i quali ci sono più scambi. Dal grafico si può dire che il dollaro sale e tutte le altre monete scendono rispetto al dollaro, e il trend continua. L’euro non sta scendendo rispetto al dollaro da mesi, però l’Euro pesa in questo paniere solo per il 16%. Nel paniere i pesi maggiori sono rappresentati da dollaro canadese, Yuan cinese, peso messicano e yen Giapponese. nel grafico ho indicato con una freccia rossa il terremoto causato dalla Cina in agosto, e che spinge in su il dollaro e mette in difficoltà i paesi indebitati. In particolare la Turchia è in difficoltà perché pare abbia ha molto debito in dollari. Infatti il CDS della Turchia sale costantemente da settimane. 

GRAFICO 1 : US trade weighted dollar index (traccia il valore del Dollaro USA rispetto ad un paniere delle principali monete mondiali pesate in base agli scambi commerciali) 

GRAFICO 1 DOLLARO USA RISPETTO ALLE VALUTE DEI PRINCIPALI PARTNER COMMERICIALI

PETROLIO 

Nel grafico 2 (sotto) riporto il prezzo del petrolio (Crude oil in USD) dal 2014. Il dollaro forte e petrolio in discesa creano problemi a tutti i paesi produttori, incluso il Canada e gli USA.

Il petrolio rimane debole,  non escludo che torni a 40$ nel breve, però se la FED dovesse intervenire per far scendere il dollaro e creare inflazione per evitare default a catena,  allora il petrolio seguirebbe la freccia rossa che ho disegnato, dando respiro al settore petrolifero e a molti paesi. 

GRAFICO 2:  Crude Oil in USD

GRAFICO 2 PREZZO DEL PETROLIO DAL 2014

BORSA AMERICANA 

NEL GRAFICO 3 riporto il contratto futures del indice SP500. Io vedo la borsa impostata male al momento, però le banche centrali hanno la forza di farla ripartire se vogliono, perciò non mi piace commentare l’azionario americano. Per il momento segnalo che l’inflazione attesa rimane debole, e il comparto obbligazionario high yield rimane debole, perciò qui posso solo dire che è un momento per osservare e attendere. 

GRAFICO 3 : FUTURES dell’indice SP500: 

GRAFICO 3 BORSA AMERICANA DAL 2014 E SCENARI

OBBLIGAZIONI VOLKSWAGEN E BMW: 

lo scandalo Volkswagen se fosse capitato due anni in pieno boom di QE americano forse non sarebbe stato un problema, però uno scandalo del genere in un momento in cui la Cina era già in rallentamento è un problema, la Germania andrà in recessione molto probabilmente a questo punto. 

Le obbligazioni delle case automobilistiche sono crollate di prezzo, che è una buona notizia perchè rendevano quasi zero, ora siamo tornati a rendimenti non elevati però almeno accettabili. 

Riporto un grafico sotto tra che illustra il rischio (misurato dal CDS) di  BMW, che è salito di colpo, ora sta scendendo gradualmente,  mentre il  CDS per Volkswagen continua a salire in questi giorno. Forse consiglierò acquisti graduali di obbligazioni  Bmw , senza fretta, evitando Volkswagen per il momento. Le obbligazioni bmw scadenza 2022 hanno un prezzo di 98, quotavano 105 fino a poco tempo fa. Rendono 1,5% lordo dunque si può presumere che sono considerate abbastanza sicure. 

GRAFICO 4 : RISCHIO BMW IN SALITA E ORA IN DISCESA DOPO LO SCANDALO VOLKSWAGEN 

GRAFICO 4 RISCHIO BMW

ORO : venerdì quando è un uscito il dato sulla disoccupazione americana peggio delle attese, l’oro e argento di colpo sono saliti sul mercato americano. Il grafico ancora non è rialzista nel breve, però è da monitorare.  Il pregio dell’ oro come investimento è che non c’è rischio di insolvenza, però  il difetto è che non paga cedole, e dunque è volatile. In altri termini, è poco rischioso rispetto a  debiti di emittenti indebitati fino al collo (tutti) però ha un prezzo volatile, sale e scende in modo violento. Per il momento non so se le discese di breve sono finite, questo sarà più chiaro questa settimana, l’oro sembra pronto per tornare a 1200 forse 1300 dollari l’oncia tra fine 2015 e inizio 2016. 

Comunque  il motivo per cui investire in oro dovrebbe essere chiaro: se la FED non interviene per svalutare il dollaro e assistiamo a diversi default in Asia e turchia ad esempio, gli investitori in questi paesi probabilmente compreranno oro, terreni per proteggersi. Se invece le FED interviene per svalutare il dollaro e creare inflazione in modo convincente, allora oro salirà per proteggersi dalle politiche di svalutazione delle monete cartacee. Oro non serve quando il sistema finanziario è sano e caratterizzato da bassi livelli di debito, e i rendimenti dei titoli di stato sicuri riescono a proteggere da inflazione. Siccome so che a livello mondiale c’è un problema di debito eccessivo con una situazione deflazionistica che fa crescere il peso del debito, so che le banche centrali dovranno scegliere tra permettere default a catena oppure tra la creazione di inflazione per svalutare il peso di tali debiti. Ecco perche io credo che qualsiasi risparmiatore dovrebbe avere il 10% del patrimonio in oro fisico (oppure ETF come seconda scelta) come assicurazione vita nel caso in cui si verificano sia gli scenari di default oppure inflazione più elevata e svalutazione monetaria. 

Se il sistema si risana senza scossoni, quel 10% perderà valore , però il resto sarà risanato. Se invece le banche centrali saranno costrette a ricorrere a misure più estreme di svalutazione, l’oro sarà una buona assicurazione tutto qui. 

La situazione futura non è negativa, anzi. Grazie a internet e scoperte scientifiche (tra qualche anno ci saranno cure per l’Alzheimer)  ci saranno interessanti occasioni di investimento nel prossimo futuro, le stampanti 3D cambieranno tutto ad esempio, però prima bisogna superare questa fase di annunci e illusione di ripresa. Vi assicuro che dicevo ai clienti nel 2007 di non comprare immobili perchè sarebbero scesi e nessuno mi credeva. Non ho avuto ragione subito nel 2008 né nel 2009, però oggi mi sembra evidente che l’immobile sia stato il peggior investimento dal 2007 ad oggi. Perciò so che ci vuole pazienza per avere ragione. 

CONSULENZA GENERICA IN MATERIA INVESTIMENTI – AVVERTENZE: I commenti presentati da  IDA ISABELLA PAGNOTTELLA  nel presente documento sono da considerare come consulenza generica e non come consulenza personalizzata, si invita sempre a rivolgersi al proprio financial advisor o consulente finanziario per valutare se gli strumenti citati sono adeguati ai propri obiettivi di investimento e propensione al rischio, prima di investire in qualsiasi strumento menzionato nel presente commento. 

La Dott.ssa IDA ISABELLA PAGNOTTELLA , consulente finanziario indipendente, non garantisce alcuno specifico risultato conseguente ai commenti contenuti nel presente articolo e non assume alcuna responsabilità in ordine all’esito delle operazioni eventualmente effettuati  in base al presente commento. 

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