Principi Guida

Dopo aver lavorato molto brevemente come promotore finanziario, circa 20 anni fa, mi sono resa conto che non mi sentivo a mio agio a lavorare a provvigione, e che, soprattutto, mi sentivo a disagio con i conflitti d'interesse sottostanti.

Ogni relazione di successo richiede un profondo senso di compatibilità personale. Ciò implica una chiara comprensione degli obiettivi e un reciproco apprezzamento per valori comuni e permanenti.


  • Cerco di evitare tutti i conflitti di interesse e di lavorare solo nell'interesse del cliente.
  • Do consigli chiari e coinvolgo il cliente nella strategia di investimento. L’obiettivo è, prima di tutto, quello di evitare le perdite permanenti.
  • Aiuto il cliente a capire che la creazione di ricchezza avviene a scatti e non nella logica ordinata che è spesso venduta al pubblico. Le grandi opportunità sono rare e l'investitore deve prepararsi in anticipo per coglierle.
  • Non consiglio prodotti finanziari ingegnerizzati o strutturati come i certificati, in quanto sono generalmente illiquidi e non necessari.
  • Raramente sono totalmente rialzista o totalmente ribassista: ci sono sempre settori su cui essere ribassista e altri su cui essere rialzista.
  • Aiuto il mio cliente a capire gli investimenti alternativi come i metalli preziosi.
  • Fornisco assistenza imparziale nella comprensione degli strumenti di pianificazione come i fondi pensione, le polizze assicurative e i fondi di investimento.
  • Aiuto i miei clienti a capire i veri rischi nascosti e le dinamiche di mercato in anticipo.
  • Cerco di dare ai miei clienti serenità, offrendo consulenza d'investimento indipendente e non piazzole di vendita.
  • Condivido l'obiettivo con il mio cliente di far crescere la sua ricchezza mentre mi preparo a rischi potenziali nascosti, senza conflitti di interesse.

Sono stata tra i primi a offrire una consulenza finanziaria indipendente sul mercato italiano a parcella, avendo iniziato nel 2004, 14 anni prima della creazione del registro ufficiale nel 2018 (L'Albo Unico dei Consulenti Finanziari). Mi avvalgo solo di ricerche finanziarie indipendenti e miro a individuare rischi nascosti che spesso vengono ignorati e a mettere in discussione conclusioni troppo ovvie che spesso si trovano sui media e su Internet.

Per ricevere ulteriori informazioni, esempi delle mie newsletter o se si desidera fissare un appuntamento introduttivo gratuito, vi prego di contattarmi e vi risponderò.

 

L'approccio

Il punto di partenza è la definizione degli obiettivi di vita e la creazione di un portafoglio per ogni obiettivo; la scelta dei singoli investimenti che compongono il portafoglio si basa su un approccio “macro” con uno stile di gestione dinamico. Oggi emergiamo da un ciclo di 40 anni di disinflazione, e probabilmente sta iniziando un nuovo ciclo, di lunghissimo periodo, di inflazione in aumento. In passato, i cicli a lungo termine dell'aumento dell'inflazione sono stati accompagnati dall'attuazione di controlli sui capitali e da misure volte a reprimere i tassi di interesse al di sotto del tasso di inflazione in aumento. In un tale contesto, la correlazione storica tra i prezzi delle obbligazioni e delle azioni cambia drasticamente e la gestione di portafoglio richiede strategie completamente diverse da quelle che hanno avuto successo negli ultimi decenni.

Vigilare per identificare rischi potenziali, però latenti, prima che sia tardi richiede la capacità di fare ragionamenti fuori dagli schemi oppure di "Secondo livello", in modo da poter identificare i rischi latenti che la folla di investitori sembra non notare affatto. Per citare l' Harvard Business Review: "Il segnale più chiaro che un rischio latente sta emergendo è l’anomalia: la presenza di fattori che proprio non hanno senso. La maggior parte delle anomalie sono difficili da riconoscere... richiede che le persone sopprimano i loro istinti… e riflettano profondamente sulla situazione".

Un rischio latente oggi potrebbe essere l'illiquidità dei portafogli combinata con una diversificazione, spesso eccessiva, in una moltitudine di fondi comuni correlati tra loro. Diversificando in molti fondi si ha spesso l’illusione di diversificare i rischi, per poi scoprire che i prodotti scelti hanno un andamento ugualmente negativo nei momenti di crisi. Un portafoglio investito in un numero estremo di fondi comuni di investimento e di ETF, e non in titoli e obbligazioni singoli, può finire per essere eccessivamente esposto ad indici correlati tra loro. Si deve anche considerare che molti investimenti sottovalutati non sono necessariamente rappresentati dai principali indici di mercato: vi è spesso un buon valore da trovare tra tali investimenti. Per questo motivo non si devono prendere in considerazione solo i fondi e gli ETF, ma anche titoli unici e obbligazioni, nonché investimenti reali come materie prime e metalli preziosi.

Un altro rischio latente potrebbe essere la ricerca da parte di molti risparmiatori di prodotti che promettono di controllare e di comprimere la volatilità di mercato. La volatilità di mercato deve essere gestita, non compressa tramite l’utilizzo di prodotti strutturati e derivati. Per gestire i rischi di portafoglio, è un’illusione credere che la soluzione risieda nella compressione della volatilità: è necessario prendere in considerazione altri rischi come la liquidabilità dell'investimento, un rischio rilevante, però molto sottovalutato. Molti prodotti finanziari, come i certificates, possono presentare un rischio di liquidabilità: diventano illiquidi e impossibili da vendere nei momenti di crisi.

Un portafoglio diversificato non deve significare un portafoglio ingessato: deve poter essere liquidato in modo rapido ed efficiente. Sebbene la pianificazione finanziaria sia il punto di partenza per gli obiettivi a lungo termine, gli shock di liquidità di breve termine possono ridurre drasticamente il valore delle attività. Quando i rischi potenziali diventano troppo elevati, può essere prudente vendere molti investimenti per aumentare la liquidità e attendere che i rischi si riducano, e proteggere il valore del portafoglio.

 

Efficienza fiscale

Investire il portafoglio in titoli azionari e in titoli obbligazionari, e non soltanto in fondi ed ETF, può aumentare l'efficienza fiscale del portafoglio. Secondo la normativa fiscale italiana, eventuali perdite e guadagni possono essere pienamente compensati quando si investe in titoli e obbligazioni, mentre questo non è sempre pienamente possibile quando si investe solo in ETF o fondi comuni.

 

La pianificazione finanziaria

Il mio approccio alla pianificazione finanziaria si articola in 5 fasi:

  1. analisi della situazione patrimoniale iniziale
  2. definizione degli obiettivi di vita del cliente e divisione del patrimonio in funzione di ogni obiettivo
  3. definizione del profilo di rischio del cliente e della strategia di investimento
  4. creazione e gestione del portafoglio investimenti
  5. la realizzazione della strategia

La combinazione di consulenza finanziaria indipendente e portafoglio in titoli e commodities è generalmente a costi inferiori rispetto alla combinazione di consulenza finanziaria a provvigione e fondi comuni di investimento.

 

Tutela legale & passaggio generazionale efficiente

Durante la pianificazione finanziaria, può emergere l’esigenza da parte del cliente di avere una tutela legale del patrimonio oppure di affrontare problematiche di pianificazione previdenziale ed assicurativa. In questi casi assito il cliente per decidere come impostare varie soluzioni, incluse quelle di passaggio generazionale, spesso tramite collaborazioni con specialisti in materia.

 

Il contratto

Come previsto per legge, il cliente non ha alcun obbligo fino alla firma del contratto. Offro sempre un primo appuntamento introduttivo, senza costi o vincoli, via webcam, in modo che il cliente possa chiarire eventuali dubbi e chiedere ulteriori informazioni. L’iscrizione all’albo garantisce l’applicazione di tutte le norme di tutela attualmente in vigore.

Documento Precontrattuale